QUELLO CHE RIMANE – Parole e segni di una memoria opera. Un Film di Michele Di Dio dedicato alla memoria del giudice Paolo Borsellino.

QUELLO CHE RIMANE
Parole e segni di una memoria operante

Un film scritto e diretto da Michele Di Dio con la partecipazione di:

Matilde Incorpora legge Paolo Borsellino
Giuseppe Carlo Marino – Storico – Università di Palermo
Salvo Cuccia – Regista cinematografico
Marinella Tomarchio ‎- Professore Ordinario di Pedagogia generale e sociale – Università di Catania, Presidente del Centro Studi Paolo Borsellino
Leonardo Guarnotta – Magistrato del pool antimafia – Presidente del Tribunale di Palermo
Giulio Campo – Capo Scout AGESCI
Francesco Lo Cascio – Responsabile MIR – Movimento Internazionale della Riconciliazione – Palermo

IMMAGINI D’ARCHIVIO – Peppino Di Lorenzo
DIREZIONE DELLA FOTOGRAFIA – Raffaele La Franca
GRAFICA – Daniele Messineo
MONTAGGIO VIDEO – Matilde Incorpora
MUSICHE ORIGINALI di Francesco Martorana eseguite da TANGO DISìU ‘Le musiche dei Porti’ con Francesco Maria Martorana, Manfredi Caputo, Chiara Frittitta, Silvia Frittitta, Totò La Licata, Giusy Lopes, Eliana Mangano, Marco Martorana
FONICO DI PRESA DIRETTA – Alessio Miceli
SOUND DESIGN – Armando Sorge
TRADUZIONI – Fiona Donarelli – Alessandra Nucifora
Silvia Frittitta canta la sigla di chiusura Cantu e cuntu di Rosa Balistreri

MANFREDI PRODUZIONI – CENTRO STUDI PAOLO BORSELLINO

Quello che rimane, produzione Centro studi, ricerche e documentazione Sicilia/Europa ‘Paolo Borsellino’, nasce da un’idea di Michele Di Dio, nominato dal Centro Studi componente Esperto della Commissione di Valutazione del concorso scolastico Quel fresco profumo di libertà, indetto nel 2013 in collaborazione con il MIUR per promuovere presso le scuole l’impegno sui temi della legalità, della lotta alle mafie, della cittadinanza attiva, della pace e dell’ intercultura attraverso la realizzazione di  video, film, documentari, prodotti dagli studenti di ogni ordine e grado.

Il film ha avuto la sua presentazione ufficiale a Bruxelles il 4 dicembre 2013, presso la sala conferenze dell’Europarlamento, nell’ambito della manifestazione Cultura della legalità e cittadinanza attiva: un impegno per l’Europa, in occasione della cerimonia di premiazione dei video delle scuole vincitrici del concorso. Va ricordato, anche per il  particolare significato che riveste in riferimento ai temi trattati dal film, che nell’ambito della medesima manifestazione è stata intitolata un’aula della Commissione Europea alla memoria di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.

Nello spirito che contraddistingue ogni collaborazione con il Centro Studi Paolo Borsellino, in forma assolutamente gratuita, Essi hanno voluto mettere a servizio di  un’ideale di impegno etico-civile, culturale e politico il proprio tempo e le proprie professionalità, realizzando un prodotto che sintetizza bene, fin dal titolo e in un linguaggio efficace, gli scopi stessi  dell’Associazione, l’orizzonte d’intenti cui ispira la propria opera.
Quello che rimane non è passato, non è a carico di una memoria ‘contenitore’, non è il ricordo che giace al fondo, non posa. Quello che rimane abita le coscienze, le attraversa, le lascia attonite nel sibilo inquietante della devastazione totale, mentre, dentro e fuori, fantasmi in chiaroscuro popolano scenari di disperazione, e ogni gesto è solo ombra di un’umanità ormai totalmente smarrita a se stessa.
Infranto lo specchio della realtà, fiumi umani, e mani come ventagli accompagnano feretri carezzandoli. Il canto straziante del sacrificio estremo dei giusti è Quello che rimane.

“Io sono l’Angelo della realtà, / intravisto un istante sulla soglia. / Non ho ala di cenere, né di oro stinto, / né tepore d’aureola mi riscalda. / Non mi seguono stelle in corteo, / in me racchiudo/ l’essere e il conoscere. / Sono uno come voi, e ciò che sono e so / per me come per voi è la stessa cosa. / Eppure, io sono l’Angelo necessario della terra, / poiché chi vede me vede di nuovo / la terra, libera dai ceppi della mente, dura, / caparbia, e chi ascolta me ne ascolta il canto / monotono levarsi in liquide lentezze e affiorare / in sillabe d’acqua; come un significato / che si cerchi per ripetizioni, approssimando. / O forse io sono soltanto una figura a metà, / intravista un istante, un’invenzione della mente, / un’apparizione tanto lieve all’apparenza / che basta ch’io volga le spalle, / ed eccomi presto, troppo presto, scomparso? (L’angelo necessario, Wallace Stevens).

La qualità della memoria è però interprete e custode della qualità dell’esperienza del tempo. Se ‘memoria operante’ consegneremo, Quello che rimane è genesi e catarsi, si rigenera ad ogni passaggio di consegna, dipende da noi, dalla nostra capacità di essere uomini per altri uomini, cittadini per altre città, presente per il futuro,  capaci forse di cambiare il mondo, ma innanzitutto di ‘cambiare il tempo’.

Sicché i ragazzi guardino il futuro,  il bambino trovi eterno il racconto della forza idee, e ponti su cui viaggiare scoperte di mondi migliori, e ragioni irresistibili, e interessi superiori, talmente grandi da poter pensare alla propria vita come ad una crescita tendente all’infinito.

Prof. ssa Maria Tomarchio

Presidente Centro Studi Ricerche e Documentazione Sicilia/Europa “Paolo Borsellino”

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