Palermo, sabato 1 marzo 2014, Ex Scuderie di Villa Niscemi ai Colli. Interventi video dell’ inaugurazione mostra storica dell’Unione Femminile Nazionale (1899-2012).

Anche la Sicilia ha lasciato un segno nella storia dell’impegno al femminile raccontato dalla mostra storica dell’Unione Femminile Nazionale (1899/2012) organizzata dal ‘Centro studi Paolo Borsellino’ a Villa Niscemi (locali ex Scuderie) fino all’8 marzo, giornata della donna. Ieri mattina l’inaugurazione della mostra alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Palermo, Francesco Giambrone, che ha voluto ricordare nel suo saluto una figura femminile che ha dato un importante contributo alla città di Palermo, quella di Alessandra Siragusa.

«Attraverso una ricerca si è risaliti alla presenza di due sedi siciliane dell’Unione femminile, quella di Catania, la più antica, fondata nel 1908 dopo il terremoto di Messina e che da lì prese le mosse con una serie di azioni concrete come il soccorso e l’assistenza ai superstiti del terremoto, specie i bambini e le donne – spiega Maria Tomarchio, presidente del Centro studi Paolo Borsellino -, poi seguì la sede di Agrigento: si tratta di segni tangibili di un impegno sociale e politico anche nel territorio siciliano, che seppur invisibile e quasi sottotraccia, merita di essere restituito alla memoria delle giovani generazioni».

“Oggi noi donne godiamo di una libertà acquisita, che non sappiamo di essere acquisita, che viene da un passato che è storia e che dovrebbe essere oggetto di studio, – ha detto Sofia Sabatino, studentessa, attivista “SE NON ORA QUANDO?” – invece oggi spesso a scuola si studia la storia fatta dagli uomini mente le donne stavano alla finestra, dando poca rilevanza alle figure femminili che hanno invece avuto un ruolo determinante».

«Sebbene il trend di presenza delle donne negli organi decisionali sia positivo ancora c’è da superare una cultura che resiste malgrado tutto»,ha detto il sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto(ME), Maria Teresa Collica.

«Le donne devono stare unite, devono parlare a tutti con un’unica voce, al di là degli schieramenti e delle appartenenze politiche, come hanno fatto le donne dell’Unione – ha detto Simona Mafai, della rivista Mezzocielo – altrimenti rischiano la frammentazione”.

Dei problemi delle donne immigrate ha parlato Nadine Abdia, della Consulta delle Culture del Comune di Palermo, “ancora oggi alle prese con difficoltà di integrazione e di riconoscimento della loro professionalità e dei loro diritti di lavoratrici”.

«Conoscere la storia fatta e scritta dalle donne è fondamentale perché il futuro sia memoria, non destino – così Rita Borsellino, europarlamentare, intervenendo al dibattito”UN IMPEGNO AL FEMMINILE: Tra storia e nuova progettualità” – queste donne dell’Unione hanno animato una serie di battaglie già dal 1901, come quella per il divorzio ed il diritto al voto, con la passione e l’impegno che ancora oggi continua come un filo rosso che unisce il passato al presente, come sono oggi le battaglie per la presenza delle donne in politica e nei cda, che non sia solo dettata dalle quote rosa»

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